Segonzano
Segonzano: vacanze tra piramidi, castelli e santuario
Segonzano è adagiato sulle pendici del dosso di Segonzano e del Ceramont in Val di Cembra. Formato da 16 frazioni sparse il suo nome è legato alle Piramidi di Terra di Segonzano, suggestive formazioni moreniche, al sentiero di Albrecht Dürer e al santuario della Madonna dell'Aiuto, meta di turismo culturale e naturalistico. A Segonzano si coltivano anche vite e piccoli frutti.
Piramidi di Terra di Segonzano
Le Piramidi di Terra di Segonzano sono un capolavoro della natura: torri, creste, pinnacoli disposti a canna d’organo, alte colonne sovrastate da un masso di porfido. Resti di un deposito morenico risalente all’ultima glaciazione, le Piramidi sono oggi un’attrazione turistica di alto valore didattico. Il sito è visitabile tutto l’anno attraverso un sentiero appositamente attrezzato e ben segnalato.
La forma classica di una piramide è quella di un tronco a cono sormontato da un masso. Accanto a questa si possono osservare le piramidi a punta con stelo conico e prive del masso di protezione: sono, in genere, non molto alte e ciò dimostra una rapida evoluzione. Un'altra tipica forma è quella a cresta, costituita da una lama di terreno seghettato e affilato, la cui formazione è dovuta all’assottigliamento dello spartiacque, compreso fra due canaloni. Talvolta le piramidi sono raggruppate a "canne d’organo".
Segonzano e il turismo religioso
Luogo di culto e meta di turismo religoso. Tra i luoghi di interesse a carattere religioso troviamo: la Chiesa parrocchiale della Trinità di Stedro, la Chiesa dell'Immacolata di Piazzo e quella di San Nicolò di Sevignano. Dalla frazione di Sabion parte la strada per raggiungere il Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice, nota come Madonna dell'Aiuto. Al suo interno è custodito un dipinto mariano a cui sono attribuiti numerosi miracoli.
Segonzano e il vino bianco Müller Thurgau
Sul territorio di Segonzano si coltivano non solo piccoli frutti, ma anche l'uva da cui si ricava il Müller Thurgau. Molto importante anche la lavorazione del legname e dell'artigianato artistico.
Segonzano: centro medioevale e il Castello
I maestosi ruderi merlati del Castello di Segonzano spuntano da uno sperone roccioso che domina la Valle di Cembra.
Edificato nel Medioevo da Rodolfo Scancio su autorizzazione del principe vescovo Federico Vanga, questo castello servì come importante guardia sui traffici della Valle dell'Adige che passavano il ponte di Cantilaga sul torrente Avisio. Della costruzione duecentesca e del rimaneggiamento cinquecentesco promosso dagli A Prato, ai cui discendenti il castello appartiene tuttora, sono rimasti solo pochi muri, ma la fortezza ebbe molta importanza fra il Trecento e il Quattrocento.
Nel corso dei secoli fu di proprietà, oltre che degli Scancio, dei Rottenburg e dei Greifenstein nel 1300. Nel 1424 divenne proprietà dei Duchi del Tirolo. Bombardato e saccheggiato durante i combattimenti fra austriaci e francesi, nel 1795, la fortezza fu abbandonata e cadde in rovina. La torre superstite è quella romana, detta delle prigioni.
Le tenebrose pareti della fortezza impressionarono anche Albrecht Dürer, quando vi passò accanto in occasione del suo primo viaggio a Venezia nel 1494, al punto da spingerlo a dedicargli due celebri acquerelli. Nel 1971 è stato ricordato lo storico passaggio dell'artista tedesco, con due cippi porfici posti a Faver e a Piazzo di Segonzano, che indicano i punti dai quali il pittore si ispirò per realizzare le due rispettive vedute.
Sito visitabile tutto l’anno in autonomia.