I Forti dell'Imperatore

Una testimonianza autentica di una pagina della Prima Guerra Mondiale (1915-1918).

I Forti dell'Imperatore sono sette fortezze fatte costruire nel Trentino dagli austro-ungarici, dislocate lungo una linea di 30 km, da Cima Vezzana all'altopiano di Folgaria: Forte Cima Vézzena, Forte Busa Verle, Forte Lusérn, Forte Gschwent Belvedere (il forte-museo di Lavarone), Forte Cherle, Forte Sommo Alto e Forte Dosso del Sommo. Oggi è possibile visitare questi luoghi intraprendendo vari piacevoli itinerari (a piedi o in bici), oppure, scoprendo qualcosa in più, con una visita al forte-museo di Lavarone.

Nonostante dal 1882 la Triplice Alleanza legasse tra loro Austria e Italia, già a partire dal 1908 Vienna ritenne comunque saggio edificare sul confine trentino un sistema di difesa moderno ed efficace.

Ciò che all'epoca rappresentò il meglio dell'ingegneria militare è oggi testimonianza imponente e suggestiva della Grande Guerra e patrimonio storico-culturale tra i più interessanti di tutto l'arco alpino.

Uscit1 dal conflitto danneggiati (a parte i forti Busa Verle e Lusérn) ma sostanzialmente intatte, i Forti dell'Imperatore austro-ungarici vennero demoliti nel 1936 per estrarre il ferro e l'acciaio che contenevano.

Forte Cima Vézzena è stato ricavato scavando nella roccia della montagna e costruito sul bordo di un burrone. Un tempo era armato di mitragliatrici fisse e girevoli.

Forte Busa Verle sorge a 1554 m d'altezza, sull'altura posta poco a monte di Passo Vézzena ed aveva la funzione di impedire l'accesso agli Altipiani dalla Val d'Assa. Ospitò lo scrittore Fritz Weber e il regista Luis Trenker.

Forte Lusérn (o Forte Cima Campo), oltre a controllare anch'esso la testata superiore della Val d'Assa, fungeva da pilastro della cosiddetta trincea d'acciaio.

Forte Gschwent - Belvedere di Lavarone è l'unica a non essere stato demolito negli anni Trenta grazie all'intervento del Re Vittorio Emanuele III che decise che il forte dovesse rimanere in piedi a ricordo di questo triste periodo di storia mondiale.
Oggi la fortezza ospita un moderno museo sulla propria storia e su quella della Grande Guerra (Info: tel./fax 0464 780005; fortebelvedere@libero.it; www.fortebelvedere.org).

Le altre 3 fortezze austro-ungariche, anch'esse teatro di drammatiche vicende belliche, sono il Forte Cherle, il Forte Sommo Alto e il Forte Dosso del Sommo.

Oggi, oltre alla visita al Forte Museo Gschwent Belvedere, ci sono diversi modi per rivivere in parte uno dei momenti decisivi della storia italiana e mondiale:

  • seguendo il Sentiero della Pace, che si snoda per oltre 450 chilometri di sentieri, strade forestali, trincee e camminamenti che congiungono il Parco dello Stelvio alla Marmolada, ripercorrendo la linea del fronte della Grande Guerra;
  • partecipando, in modo autonomo o avvalendosi dell'accompagnamento delle guide alpine attive nell'area, ai Trekking dei Forti o alla Marcia dei Forti;
  • oppure seguire uno dei tanti percorsi che in poche ore portano ad uno solo dei forti; per esempio quello che da Folgaria o Costa, rispettivamente in 4 o 3 ore, conduce a Forte Sommo Alto, attraverso il quale si incontra, tra l'altro, il biotipo di Echen, un piccolo angolo di natura incontaminata, e il maso Spilzi, grande maso rurale.

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