Il cavolo cappuccio di Vìnigo di Cadore

Il tradizionale cavolo cappuccio di Vìnigo viene coltivato in una bella conca nella frazione di Vìnigo di Cadore, tra le Dolomiti Bellunesi. La tipologia locale della pianta nasce dalla costante selezione, da parte dei coltivatori, dei cavoli cappucci con le migliori caratteristiche qualitative e produttive. Dal sapore dolciastro e dalle numerose proprietà "benefiche", può essere gustato fresco a crudo o stufato o conservato come crauti. Dal 2013 è prodotto PAT.

La coltivazione del cavolo cappuccio di Vìnigo di Cadore si concentra in un'area del paese di 6000 m², suddivisa in piccoli appezzamenti, e inizia con la semina nel mese di aprile. La raccolta avviene all'inizio di novembre, periodo delle prime brinate autunnali che favoriscono la chiusura delle teste e ne aumentano la croccantezza. Il peso medio variabile al raccolto è compreso tra i 2,5 e i 4,5 kg. I cavoli cappucci vengono poi conservati in luoghi freschi per due o più mesi.

Il cavolo cappuccio è una pianta con molteplici proprietà salutari: depurative, diuretiche, rinfrescanti e tossifughe. Indicato nella cura dei disturbi gastrointestinali e di infiammazioni delle vie respiratorie, apporta all'organismo sali minerali e vitamine ed è ricco di acido folico (vitamina utile per curare l'anemia e per aumentare le difese immunitarie). In cosmesi il suo succo è impiegato per i prodotti rivitalizzanti per la pelle.

Il cavolo cappuccio di Vìnigo di Cadore compare tra i prodotti inseriti nella Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi e dal 2013 fa parte dell'elenco dei Prodotti Alimentari Tradizionali (PAT) del Veneto. Per sostenere e tutelare il proprio patrimonio il comune di Vodo di Cadore nel 2005 ha istituito una Denominazione Comunale di Origine DeCO. 

Fonte: "Sapori e saperi delle Dolomiti" a cura di Serena Turrin, edizioni DBS Zanetti