Il vischio contro l'ipertensione

L'ipertensione è l'aumento transitorio o permanente della pressione del sangue nelle arterie. In condizioni normali il sangue circola nelle arterie a una certa pressione determinata dalla spinta delle contrazioni cardiache, dalla massa liquida e dalla resistenza delle pareti vascolari; questa pressione presenta delle oscillazioni rilevabili con il comune metodo ascoltatorio, a mezzo del funendoscopio, o con appositi apparecchi elettronici. In pratica questi metodi danno come cifre normali una pressione che oscilla dai 120 ai 140 millimetri di mercurio per la massima e dai 65 ai 90 millimetri di mercurio per la minima. Al di sopra di queste cifre si ha l'ipertensione, una sindrome causata da un'infinita serie di fattori patologici che solo un'accurata visita medica può determinare. La terapia è ovviamente di tipo farmacologico tuttavia - nei casi più lievi - può essere coadiuvata da alcuni rimedi di origine vegetale.

Dove si trova il vischio

Il vischio è un arbusto semiparassita che vive aggrappato ad alcuni alberi ospiti, come la quercia, il pioppo o il frassino, mediante grosse propaggini legnose e articolate; è in grado - mediante la fotosintesi - di produrre autonomamente le sostanze organiche necessarie per la propria sopravvivenza. E' provvisto di foglie coriacee e carnose, di forma oblungo-lanceolata e fa anche dei fiori raggruppati in brevi peduncoli all'apice dei ramoscelli che diventano poi delle bacche globose e traslucide contenenti un liquido vischioso e biancastro.

La pianta intera è da sempre usata come medicamento.

Proprietà medicinali e curative

Secondo la tradizione nordica, portare il vischio intorno al collo contribuiva a tenere lontani gli spiriti maligni. La particolarità del vischio di crescere abbracciato agli alberi, ed in particolare alle querce, era attribuita al timore della pianta stessa di «toccare terra» e di perdere così i suoi preziosi poteri. Per questo i Celti adoravano la pianta come un dono del cielo; una sorta di sperma divino proveniente della sacra quercia che doveva essere raccolto con un preciso rituale religioso.

Al sesto giorno di luna dopo il solstizio d'inverno e durante la "notte madre" dei Celti, i sacerdoti druidi vestiti di bianco, recidevano i rametti di vischio con un falcetto d'oro e li lasciavano cadere su di un drappo bianco. Il rito si concludeva con il sacrificio di due buoi bianchi e con la distribuzione del vischio al popolo, che poteva così invocare la benevolenza degli dei e sperare nell'effetto benefico e medicamentoso di questa pianta.

Nonostante fosse apprezzato da sempre nella medicina popolare del nord, il vischio venne iscritto per la prima volta nelle farmacopee - in particolare quella germanica - non prima della seconda metà del secolo scorso; tempo in cui vennero scoperti e sperimentati per la prima volta i suoi principi attivi.

Da circa un secolo infatti, lo studio dei principi attivi del vischio interessa a più riprese numerosi ricercatori con risultati - a dire il vero - spesso discordanti, ma comunque di notevole interesse scientifico.

Le ricerche si stanno orientando sull'attività di un polipeptide e di alcune glicoproteine che vengono genericamente chiamate viscotossine. Questi principi attivi sarebbero in grado di aumentare l'attività del timo, di aumentare le dimensioni della milza e dei linfonodi, di stimolare i linfociti T, di attivare la fagocitosi, di stimolare il midollo emopoietico danneggiato e di aumentare il numero degli eritrociti. Sarebbero in grado, in conclusione, di esercitare un'azione antiblastica, ma i meccanismi di azione di questa importantissima attività farmacologica sono ancora tutti da chiarire.

Per il momento, la scienza medica si limita ad una sola e principale indicazione terapeutica del vischio che è certamente quella che si riferisce al trattamento di diversi stati ipertensivi. L'azione antipertensiva dei vischio è attribuita ai flavonoidi e agli amminoacidi liberi presenti nella pianta e avrebbe un meccanismo riflesso a livello delle zone vaso-sensibili dei seno carotideo e dell'area cardio- aortica con un sensibile effetto ipotensivo e bradicardizzante.

Come utilizzarlo

SPECIE DI VISCHIO COMPOSTA:

  • Vischio sommità g 40
  • Olivo foglie g 30
  • Biancospino fiori g 20
  • Passiflora foglie g 10

Un cucchiaio per tazza come infuso; tre tazze al giorno come coadiuvanti nelle forme di ipertensione lieve accompagnata da palpitazioni cardiache. 

GOCCE DI VISCHIO COMPOSTE:

  • Vischio tintura madre da pianta fresca g 40
  • Olivo tintura madre da pianta fresca g 20
  • Ippocastano tintura madre da pianta fresca g 20
  • Passiflora tintura madre da pianta fresca g 20

30 gocce per tre volte al giorno come coadiuvanti nelle forme di ipertensione accompagnate da disturbi circolatori.

del Dr. Ernesto Riva