Quattro giorni di cammino per attraversare alcuni dei paesaggi più iconici delle Dolomiti: foreste fitte, altipiani luminosi, pareti rocciose imponenti e valloni modellati dal tempo. Un itinerario che parte dal cuore di Castelrotto e conduce lontano dal rumore, dentro un mondo fatto di natura incontaminata, tradizioni antiche e scenari che cambiano a ogni passo.
1° giorno – Da Castelrotto al Rifugio Vicenza
Dal centro di Castelrotto si sale verso la Bullaccia, balcone naturale sull’Alpe di Siusi. Il percorso prosegue verso l’Alpe e raggiunge la conca del Saltira (Piani di Confine), dove il paesaggio si apre su prati e pendii dolomitici. Da qui si entra nel vallone che divide il Sassolungo, un ambiente severo e spettacolare. Ai piedi del Sassopiatto appare il Rifugio Vicenza, prima tappa del viaggio.
2° giorno – Dal Rifugio Vicenza al Lago di Antermoia
Dal rifugio si punta al Rifugio Sassopiatto (2.300 m), raggiungibile con due varianti:
- la Ferrata O. Schuster, riservata agli escursionisti più esperti;
- il sentiero più agevole che passa dal Rifugio Toni Demetz, sulla forcella del Sassolungo, con viste che spaziano dal Sass Pordoi alla Marmolada.
Si scende poi verso il Passo Sella e si imbocca il sentiero Friedrich August per raggiungere il Rifugio Sassopiatto. Il cammino continua verso il Passo Duron, scende a Malga Docoldaura e risale al Passo delle Ciarégole, luoghi legati alla leggenda di Oswald von Wolkenstein e della bella Antermoia. La giornata si conclude sulle rive del suggestivo Lago di Antermoia, uno dei più affascinanti delle Dolomiti.
3° giorno – Dal Lago di Antermoia al Rifugio Bolzano
Si entra nella Valle d’Antermoia procedendo verso ovest. Anche qui due possibilità:
- salire sulla vetta del Catinaccio (3.002 m),
- oppure aggirarlo da sud per raggiungere il Rifugio Passo Principe.
Siamo nel regno di Re Laurino e del suo leggendario Giardino delle Rose. Dal Passo Principe si supera verso nord il Passo Molignon, affrontando un tratto attrezzato, e si raggiunge il Rifugio Alpe di Tires. L’ultima parte della tappa conduce al Rifugio Bolzano, ai piedi dello Sciliar.
4° giorno – Dal Rifugio Bolzano a Castelrotto
La discesa avviene lungo la Fossa dello Sciliar seguendo il sentiero n.1, fino alla Malga Tuf e ai laghetti di Fiè, tra i più amati dell’Alto Adige. Si prosegue sul sentiero n.2, che aggira il versante nord‑ovest della montagna. Dopo aver superato l’Hotel Salegg, il percorso entra nel bosco fino a Castelvecchio, scende verso Siusi e chiude l’anello rientrando a Castelrotto.
Perché questo trekking è speciale
- Attraversa tre gruppi dolomitici iconici: Sassolungo–Sassopiatto, Catinaccio, Sciliar.
- Alterna boschi, altipiani, forcelle e laghi d’alta quota.
- Offre varianti per escursionisti esperti e passaggi più semplici per chi preferisce sentieri classici.
- Racconta leggende e storie che fanno parte dell’identità ladina e tirolese.