Castello di Nanno

Il Castello di Nanno sorge nel piccolo paese omonimo, uno dei più antichi della Val di Non. Di origine medievale fu fatto ricostruire durante il Cinquecento, assumendo l'aspetto attuale di edificio in stile rinascimentale. Oggi visitabile solo all'esterno, in quanto residenza privata, Castel Nanno è il protagonista di sconvolgenti leggende che narrano di streghe e infelici amori.

Castel Nanno è forse la costruzione più "italica" del Trentino, al punto che la leggenda vuole quale suo ideatore Andrea Palladio. La parte più antica dell'intera struttura voluta dalla famiglia Nanno, la torre diroccata sul lato nord-est, risale all'epoca medioevale.

Alla metà del Cinquecento la famiglia Madruzzo modifica radicalmente l'originario aspetto di fortilizio di Castel Nanno, trasformandolo in una residenza estiva rinascimentale a base quadrata, col mastio centrale e quattro torrette agli angoli del muro di cinta.
Gli interni sono costituiti da sale affrescate con soffitti in legno e una scalinata di pietra, con parapetto a colonnine, unisce i diversi piani dell'edificio.

La leggenda legata a Castel Nanno racconta della tragica storia d'amore tra Melisenda e Ludovico: lei era la figlia dei Nanno, signori del maniero, e lui il figlio degli Sporo, famiglie tra loro nemiche. Quando i due amanti furono scoperti, il padre di Melisenda ordinò che venissero murati vivi nel castello. Così, da allora, si dice che durante le notti di maggio Melisenda e Ludovico facciano riecheggiare ancora i loro disperati lamenti.

Non solo: all'interno di Castel Nanno nel Seicento si svolse anche un processo per stregoneria, che si concluse con la condanna al rogo di tre giovani donne. A testimonianza di questo episodio vi è una pietra con incise tre croci in una delle stanze al pianterreno.

Essendo di proprietà privata rimane chiuso al pubblico