San Mamante è un santo tipicamente popolare noto, nel Veneto, come San o Santa Mama. I santuari a lui dedicati coincidono con la presenza di acque dal significato rinnovatore e il Santo viene invocato a protezione della maternità (probabilmente suggerito dal nome Mama - mamma) e specificatamente dall'allattamento. Si sa bene che un tempo, senza latte materno, i bambini avevano minore speranza di sopravvivere e come d'altra parte, l'averne in abbondanza consentisse, alle donne bisognose, di intraprendere addirittura il mestiere di balia, un tempo comune e ben apprezzato.

 

San Mamante è molto noto nel Bellunese ed il suo santuario si trova proprio ai piedi del Col Nevegal, poco sopra l'abitato di Castion. La leggenda locale racconta che il Santo era un pastorello del luogo; un giorno trovò un neonato abbandonato e piangente dalla fame. Non sapendo come fare, bagnò, pregando, il suo petto con l'acqua di una fonte e subito gli crebbe un seno con cui allattò e salvò il bimbo.

La fonte di Mamante è ancora agibile appena dietro la chiesa a Lui dedicata. Le donne nostrane che desiderano allattare, vanno a quel luogo e con la scopa puliscono il sagrato della chiesa; poi legano un nastro (di promemoria al santo) alla grata della porta e pregano; fatto ciò si recano alla fonte a bere l'acqua e a bagnarsi il petto. La festa di San Mamante cade il 17 di agosto ma l'andirivieni delle donne è ancora frequente in ogni tempo. Il Santo, oltre che protettore delle balie, protegge contro le malattie al seno e contro la scarsità di latte materno.

Rimedi popolari

a tutela dell'allattamento

Un tempo, per tenere pulita la cute attorno al capezzolo si faceva bollire qualche foglia di noce in poca acqua, usando il liquido come sanificante dopo ogni allattamento, passando una garza imbevuta sulla parte.

A cura di G. Secco

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