Arte e storia a Forni di Sopra

Un documento del 778 attesta l'esistenza di uno dei due Forni, ma non dice quale. Fino al 1337 la chiesa di Forni di Sopra dipendeva totalmente da quella di Forni di Sotto, e solo nel 1455 venne istituita la parrocchia di Santa Maria Assunta a Forni di Sopra. Il nome di Forni Savorgnani invece deriva da Ettore Savorgano che nel 1326 acquistò la giurisdizione dei due villaggi. Le chiese di Forni di Sopra conservano preziose testimonianze artistiche e architettoniche, caratterizzate soprattutto dalla presenza del legno, spesso elegantemente intagliato, che ben si armonizza con le altre costruzioni locali. Gli edifici sacri sono disseminati nelle tre principali borgate di Andrazza, Cella e Vico.
Ad Andrazza, la Chiesa di San Vito, XVII secolo (ricostruita nel 1742), conserva al suo interno un altare ligneo del 1600, uscito dalla bottega gemonese dei Comuzzi, con le statue dei Santi Vito, Modesto e Crescenza.
Anche a Cella nella chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, ed eretta tra il 1835 ed il 1840, si possono ammirare dei pregevoli altari lignei della scuola dei Comuzzi. Tra questi certamente merita una particolare attenzione quello attribuito a Domenico da Tolmezzo, databile alla fine del XV secolo. Le dieci statue lignee, scolpite in stile barocco raffigurano i santi Mauro, Gregorio Magno, Lorenzo, Vito, Sebastiano, Giovanni Battista, Giacomo Maggiore, Rocco e Cristo con gli Angeli e la Madonna col Bambino. La chiesa è inoltre abbellita da numerosi affreschi, tra i quali spiccano quelli del veneziano Francesco Micolini e dell'udinese Fred Pittino, e dal fonte battesimale in pietra, datato 1584.

A poca distanza dalla chiesa parrocchiale, c'è la suggestiva chiesetta votiva di San Floriano, protettore contro gli incendi e per questo molto venerato in Carnia, dove, in passato, gli incendi hanno distrutto interi paesi, favoriti anche dalle coperture delle case in paglia o legno. Questo rivestimento, tipico dell'area alpina, copre tutt'ora la piccola chiesa quattrocentesca di San Floriano. L'edificio è costruito su un'unica pianta rettangolare, ed è impreziosito da un ciclo di affreschi raffiguranti i Quattro Dottori della Chiesa e Santi e Sante, opera cinquecentesca di Gianfrancesco Del Zotto detto "Da Tolmezzo". Tuttavia, il dipinto di maggiore pregio è, senza dubbio, il polittico di Andrea di Bortolotto, detto Bellunello, che nel 1480 ha ritratto San Floriano con in mano un castello in fiamme (come narra la leggenda che attribuisce al santo il miracolo di aver spento un incendio su un'intera città). Questo edificio, sia per le sue caratteristiche architettoniche che per i tesori che custodisce, è considerato monumento nazionale.

A Vico, infine, si trovano due chiese. La prima, dedicata alla Madonna della Salute, fu eretta nel 1852, e contiene un prezioso affresco della Beata Vergine, traslato da un sacello del 1515, dedicato a titolo salutis, vale a dire ad invocare la protezione dal contagio della peste. All'interno della chiesa si possono poi ammirare gli affreschi di Giovanni Moro, realizzati nel 1939. La seconda chiesa, invece, è dedicata a San Giacomo Apostolo. la parte più antica di questo edificio, sobrio ed essenziale, risale al 1461, come indica la data nel portale gotico. All'interno è conservato un lacero affresco del quattrocento rappresentante la testa di un apostolo.