Forte Leone a Cima di Campo, Arsié

Centro storico della montagna Arsedese

Da Cima Campo l'occhio può spaziare sulle incantevoli cime circostanti, i cui colori fanno da suggestivo contrasto ai variopinti prati e pascoli che attorniano l'imponente costruzione del "Forte Leone", grandiosa testimonianza di ingegneria militare della grande guerra 1915-1918.

  • Costruito: 1906-1912 come parte della linea di difesa 'Brenta-Cismon' sotto la direzione dell'ing. Magg. Antonio Dal Fabbro
  • Armato: 6 pezzi 'Armstrong' 149/35 sotto cupole, 6 pezzi 75/27 e 17 mitragliatrici 
  • Disarmato: nel 1916 per i combattimenti verso Ortigara
  • Difeso: 1917 da 12 ufficiali e 230 Alpini dei battagllioni 'Monte Pavione' e 'Natisone' (Comandante Magg. Roberto Olmi)
  • Conquistato: 11-12 Nov. 1917 da 'Standshutzen Meran' e 'Tiroler Landstürm' della 1a brigata alpina austriaca (Comandante Cap. Jaromin Berkic) 
  • Distrutto: parzialmente fine 1918 durante la ritirata delle truppe austriache

Le opere fortificate della prima linea di difesa italiana come il Forte Cima Campo si trovano in zone incantevoli ma dimenticate, lontane dalle città, dalle grandi vie di comunicazione, dai più famosi e discussi campi di battaglia.

Ciò nonostante esse hanno avuto un ruolo, nell' ultima fase dell'immane conflitto della prima guerra mondilale: le truppe e i luoghi muniti di difese fortificate della zona dovevano servire a contenere più a lungo possibile il nemico e a disturbare il passaggio delle truppe austriache destinate al fronte dell'Altopiano. Il fine ufficiale era di provocare un ritardo allo sfondamento, cosa che d'altronde venne realizzata. Una difesa ad oltranza dei forti non venne mai presa in seria considerazione.

In una lettera alla madre del 12 novembre 1917, il sottotenente Giuseppe Ghirardi, ufficiale italiano di collegamento, scrisse: "A Cima Campo, Col Perer, Cima Lan si doveva attendere il nemico per resistere per 48 ore, per proteggere il ripiegamento di altre truppe".