Partenza: loc. Socol (Cortina)
Difficoltà: difficile; salita lunga e faticosa, alcuni tratti da percorre a piedi; discesa ripida e continua, impegnativa.

Percorso:
Si parte da Socol. Si oltrepassa il ponte sul Boite e la seguente radura; si prende poi il sentiero con indicazione segn. 427 (P.te Ajade- Pian della Baita). Si prosegue quindi in leggera salita sino ad un altro bivio; prendiamo a sinistra e proseguiamo per circa 15 minuti all'interno del bosco di abeti. La pendenza aumenta e dopo circa 10 minuti si arriva al Ponte dei Ajade. Ora inizia la parte più faticosa. Alcuni tratti sono da farsi a piedi ma arrivati ad uno slargo si incontra un bivio dove, prendendo la mulattiera destra, potremo risalire in sella (segn. 427). La pendenza è ancora sostenuta ma inferiore al tratto precedente. Dopo circa 10 minuti raggiungiamo una zona dove la strada sale il bosco con percorso a serpentine; oltrepassiamo il costone roccioso e salendo, arriviamo a Pian de Ra Baita (m. 1600 ca); incrociamo il sentiero seg. 457 per S. Vito che a destra sale verso il Rif. Palmieri.
Poco prima di tale indicazione, sulla destra si stacca in discesa una traccia a fondo erboso; la seguiamo e torniamo così verso il torrente sino ad arrivare ai resti di un ponticello (P.te de Pozuogo); è facile guadare il torrente nelle vicinanze del ponte. Si risale in sella e si ragginge un'ampia radura erbosa; la si aggira verso sinistra e, seguendo la traccia nell'erba, si raggiunge una piccola baita (P.P.) con una fontana.Inizia da qui la lunga discesa che ci permetterà di rientrare a Socol; la strada è ripida e piuttosto impegnativa in alcuni tratti; si perde comunque quota rapidamente ed in circa 15 minuti si arriva in una radura sul Col de Vido. Proseguiamo lungo una discesa meno ripida fino a superare un ponticello in legno; a seguire troviamo un tratto in falsopiano e poi un'altra discesa alquanto ripida. Passiamo accanto ad una mangiatoia per caprioli e poi un lungo tratto poco impegnativo ci porta attraverso il bosco da dove, in poco tempo e dopo una ripida discesa di pochi metri, si arriva a Socol, da dove si era partiti.

Itinerario proposto dal Dott. Vinicio Tassani