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In Valle di Cembra alla scoperta delle "Piramidi di Terra" di Segonzano

Ore:

02:00

A piedi:
A destra del Rio Regnana imboccare il sentiero che costeggia un affluente del rio. Il percorso sale sulla sinistra di un boschetto di latifoglie. Dopo circa 20 minuti di cammino si avvistano sulla sinistra le prime piramidi.
Continuando a salire nella boscaglia, dopo circa 30 minuti si vedrà il maggior raggruppamento di guglie. Per coloro che vogliono proseguire, risalire il corso d'acqua, contornare il gruppo più importante delle Piramidi, aggirarlo sulla destra e ridiscendere sul lato opposto fino a riguadagnare l'itinerario di salita. Il vallone di discesa è compreso tra due gruppi distinti di piramidi conferendo al paesaggio un aspetto pittoresco.

Come arrivare:

  • da Baselga di Pinè: imboccare la SP 83 in direzione di Trento e dopo circa 3-4 km al bivio per Segonzano girare a destra.
  • da Brusago di Pinè prendere la strada per Valcava a sinistra della chiesa e suguirla fino al bivio con la SP 71. Da qui seguire le indicazioni per Segonzano
  • da Trento uscire verso est e imboccare la vallata del Fersina per Civezzano - Cavalese. Al bivio per Pergine svoltare per Civezzano e proseguire per Segonzano.

Curiosità
Un capolavoro della natura, ecco cosa possono essere considerate le piramidi di Segonzano: eleganti colonne, alte talvolta fino a 20 m, tra cui alcune sono coperte da una grossa pietra di protezione. Nel periodo Quaternario i ghiacciai dell'Alvisio abbandonarono nella Valle del Rio Regnana, una quantità considerevole di materiale che formò enormi depositi morenici costituiti da una mescolanza di materiale finissimo con ciotoli e grandi massi. Questi accumuli sono dovuti alla disgregazione e al disfacimento delle creste e dei fianchi della montagna, operata dal movimento del ghiaccio. Nel corso dei millenni, l'azione erosiva dell'acqua ha dato origine alla formazione delle piramidi.

La leggenda delle piramidi: a certe ore del giorno la luce soffusa del sole le rende simili ad un castello irreale delle fate. La leggenda racconta che dei folletti frequentavano le foreste della valle, finché un giorno furono pietrificati in colonne di terra per punizione per la loro noncuranza.