Escursioni

Civetta - Val di Zoldo: il giro del Pelmo

Ore:

01:00
  • Punti di partenza: i centri della Val Fiorentina (Selva di Cadore), della Val di Zoldo (Pecòl, Zoppè di Cadore) e della Val del Bòite (San Vito, Borca)
  • Punti di approccio: Rifugio Città di Fiume (m 1918), tel. 0437/720268; Rifugio Venezia De Luca (m 1946), tel. 0436/9684; alberghiero di Forcella Staulanza (m 1766). Valico stradale tra Zoldo e la Val Fiorentina, S. S. 251
  • Dislivelli: in salita, m530 circa; in discesa altrettanti, più alcuni saliscendi
  • Tempo di marcia: complessivamente ore 6,15. Tempi parziali indicati nel testo
  • Segnavia: sempre presente, a bande bianco-rosse, n. 480-472. Due brevi tratti attrezzati con corde fisse
  • Equipaggiamento: per il sentiero Flaibani da alta montagna, piccozzino utile; normale da escursione per il Triòl dei Cavài

Descrizione dell'itinerario

Dal Rifugio Città di Fiume la mulattiera n. 480 porta in poco tempo alla vicina Forcella Foràda (m 1972), valico per San Vito, indi si tramuta in sentiero che, sulla destra e con direzione sud, entra in un canale sassoso. Lo rimonta interamente, uscendo a sinistra su un poggio erboso (corda fissa) in vista dell'incombente Pelmo.
Si aggira uno spalto roccioso e ci si immette sopra la grande colata di ghiaie della Val d'Arcia: a destra gli avanzi del piccolo ghiacciaio omonimo. All'estremità nordest di questo freddo circo ghiaioso si apre la Forcella Val d'Arcia (m 2476): raggiuntala, dall'opposto versante si scende per un ripido ghiaione rossastro, stando a destra sotto le rocce colorate delle Cime di Forca Rossa.
Dove il canalone si apre, il sentiero piega a destra (una corda fissa), supera una forcelletta e procede in obliquo verso il ben visibile Rifugio Venezia (ore 3-3,30). Il ritorno verso il Rifugio Città di Fiume si effettuerà in ore 2,45. Dal rifugio, seguendo il segnavia 472, in tre minuti si arriva alla Sella di Rutòrt, dove inizia il Triòl dei Cavài. Prendere verso destra, costeggiando le rocce del Pelmo, notando la caratteristica torre detta "La Dambra", in quanto assomiglia ad uno zoccolo di legno, simile a quelli olandesi, usato dai valligiani.
Con lunghi saliscendi in ambiente panoramico si continua ad aggirare il poderoso massiccio del Pelmo; più avanti appare il Pelmetto (m 2993) "fratello minore", ma solo per modo di dire. Il percorso alterna zone paludose a mughi e prati asciutti: continua la vista sulla Civetta . Si arriva poco sopra il valico stradale di Forcella Staulanza, verso il quale ci si può calare.
Oppure, volendo proseguire diritti, sempre col sentiero 472, si contornano in quota i ghiaioni occidentali del Pelmetto, e si sale verso lo sbocco della grande colata detritica che scende dalla Val d'Arcia. La si taglia orizzontalmente e, traversata una valletta, con un'ultima puntata si raggiunge il Rifugio Città di Fiume.