A caccia di argento a Civezzano

Situato ad appena 7 km da Trento, Civezzano è un ideale punto di partenza per un'escursione tra i terrazzamenti della Val di Cembra, tra il verde dell'altopiano di Pinè o lungo il laghi della Valsugana. Oltre ad offrire comodi collegamenti con le zone circostanti, la città brilla anche di luce propria. Vanta infatti interessanti siti culturali e archeologici e numerose possibilità di escursioni alla scoperta del tesoro nascosto della montagna che la sovrasta.

Il comune di Civezzano ha origini romane, sorge infatti lungo il percorso dell'antica Via Claudia-Augusta-Altinate che serviva a collegare il Veneto e l'Alto Adige al resto dell'Europa centrale. Ebbe però notevole sviluppo nel periodo medievale tanto da vedere la costruzione di numerosi castelli e forti. Tracce di questa importante crescita si incontrano nell'imponente edificio di Castel Telvana, situato in un punto davvero panoramico sopra al paese, da poco ristrutturato e oggi sede del municipio. Curiosamente ha lo stesso nome del castello che si trova a Borgo Valsugana anche se il collegamento tra i due è tuttora incerto. All'interno del castello è possibile ammirare un orologio solare del 1720 e le famose "grottesche" ovvero decorazioni raffiguranti figure immaginarie e mostri fantastici.
Dal castello tornando in paese si giunge all'antica Chiesa parrocchiale dell'Assunta, che merita una visita per il colorato rosone posto sulla sua facciata e naturalmente per le opere del Bassano e per l'argenteria che sono esposte al suo interno. Poco distante da Civezzano, in direzione di Trento giace anche un forte del periodo austro-ungarico, oggi apprezzata cantina-enoteca.

Oltre a regalare meraviglie dell'architettura, Civezzano è conosciuta grazie all'Ecomuseo dell'Argentario, il progetto di conservazione nato dalla collaborazione con i comuni di Trento, Albiano e Fornace. Del progetto fa parte il territorio del Monte Calisio che sovrasta la città. L'altopiano omonimo che si trova a nord della cima offre una natura suggestiva grazie a due biotopi, al lago di S. Colomba e ai giacimenti minerari che per lungo tempo hanno costituito il tesoro di questa zona. Attraverso un percorso ad anello di circa 3 km, denominato "Sentiero delle canope", si possono ammirare oltre all'affascinante lago anche i vari scavi effettuati un tempo dai minatori, i "cadini" (pozzi verticali) e le cosiddette "canope" orizzontali dal nome dato dai trentini agli scavatori tedeschi (die Knappen = "i canopi"). Un tempo l'estrazione di questo metallo prezioso serviva a coniare le monete della zecca di Trento, attiva fino al 1170. La Torre cinquecentesca dei Canopi in centro al paese fu eretta per ospitare le guardie che controllavano i minatori.

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