La chelidonia contro verruche e calcolosi biliari

La chelidonia cresce nei luoghi incolti o tra le boscaglie ed è una delle prime piante a fiorire in primavera con caratteristici fiori di colore giallo intenso, raccolti in ombrelle terminali, e formati da quattro petali e due sepali precocemente caduchi. La pianta è erbacea con un fusto eretto e ramoso alto fino a 80 cm. portante grandi foglie segmentate e pennatosette.

Spezzando i fragili steli di quest'erba fuoriesce un lattice di colore giallo intenso ricco di principi attivi medicamentosi.

Proprietà medicinali e curative

L'inizio della fioritura della chelidonia coincide con il ritorno delle rondini e per questa ragione, forse, si pensò di attribuirle il nome di origine greca che significa appunto "rondine" (chelidòn). In antichità si credeva infatti che la rondine si servisse del lattice di questa pianta per rafforzare la vista ai nidiacei poiché, secondo una convinzione tramandata da Plinio e attribuita ad Aristotele, si pensava che i piccoli delle rondini nascessero ciechi e che, per risanare la loro vista, le madri deponessero nei loro occhi una goccia di succo di chelidonia.

Il lattice di questa pianta non mancò di incuriosire i seguaci della teoria della "signatura", dottrina per la quale si pensava che la natura mostrasse sempre dei particolari "segni" utili alla salute dell'uomo, i quali sostenevano che il lattice giallo di chelidonia richiamava quello dei succhi biliari e doveva quindi servire ad aprire le occlusioni del fegato.

Le rivelazioni più clamorose riguardo all'uso di questa pianta furono però formulate in un celebre testamentum lasciato nel XIV secolo da un monaco francescano di nome Raimondo Lullo, il quale sosteneva di aver scoperto il "magistero di resuscitare i morti": « ... l'ammalato si leverà in brevissimo tempo e confortandolo di tanto in tanto con la quintessenza di chelidonia (estratto alcoolico) si sanerà perfettamente se non haverà determinato iddio al tutto che colui mora. ... della quintessenza danne una dramma e se tu, o medico, opererai secondo la mia dottrina, tu farai opere mirabili sopra la terra... »

Al di là delle fantasie mistiche inventate dal monaco Raimondo Lullo è da dire però che l'erba chelidonia ha sempre avuto un ruolo preminente nei rituali di carattere taumaturgico; basti pensare che passò alla storia con il nome di "latte della strega" proprio perché il suo lattice veniva e viene tutt'oggi utilizzato per togliere le verruche. La cosa incuriosì taluni autori che, dopo aver osservato un rallentamento della crescita dei carcinomi sperimentali dei topi trattati con chelidonia, individuarono nella pianta un alcaloide (chelleretrina) caratterizzato da una certa attività antiblastica e spiccata azione antifungina: fu ovvio perciò raccomandare il lattice di chelidonia nel trattamento di certe forme neoplastiche cutanee benigne quali appunto le verruche.

L'affermazione "signaturistica" che il succo di celidonia giovasse alle occlusioni del fegato incuriosì ancora di più la scienza farmaceutica che scoprì nella pianta un altro alcaloide, di nome chelidonina, capace di agire sul tono dei muscoli lisci; a ciò si è arrivati grazie all'analogia esistente fra la chelidonina (un composto papaverinico benzil-isochinolinico ) e gli alcaloidi del papavero e ha fatto pensare ad un parallelismo d'azione fra le due sostanze, vale a dire che fossero dei farmaci farmacologicamente attivi come spasmolitici indicati nel trattamento delle colecistopatie e delle calcolosi biliari.

Studi effettuati sugli stessi principi attivi hanno poi rilevato l'esistenza di un'attività eccitante sui centri midollari, con contrazioni stricnino-simili, che a dosi elevate può portare a una completa paralisi de muscoli respiratori e vasomotori. Se ne deduce che la chelidonia può risultare anche un veleno per cui è una pianta da usare con estrema cautela.

Come utilizzarla

GOCCE COLECISTOCINETICHE DI CHELIDONIA COMPOSTA:

  • Chelidonia tintura madre da pianta fresca g 10
  • Estratto di carciofo g 10
  • Estratto di boldo g 10
  • Estratto di arancio dolce g 10

40 gocce prima dei pasti come coadiuvante nella terapia delle colecistopatie e delle calcolosi biliari.

LOZIONE ANTIVERRUCHE DI CHELIDONIA COMPOSTA:

  • Chelidonia tintura madre da pianta fresca g 25
  • Resina di trementina g 15
  • Acido salicilico g 5
  • Acido lattico g 5

Per toccature.

del Dr. Ernesto Riva

Hotel