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Civetta-Val di Zoldo: Civetta e Moiazza, da occidente

Hours:

01:00
  • Punti di partenza: centri della Val Cordèvole (Agordo, km28 da Belluno - Listolade, km4 da Agordo - Alleghe, km20 da Agordo) e della Val di Zoldo (Pècol, km28 da Longarone). Portarsi a piedi al Rifugio Coldài o al Rifugio Vazzolèr.
  • Punti di appoggio:
    Rifugio Sonino al Coldài, m2131, tel. 0437 789160. Accessibile in 45 minuti da Casera Pioda, m1892: carrozzabile sterrata da Palafavera di Zoldo Alto, 3km, segnavia 556.
    Rifugio Attilio Tissi, m2281, al Col Reàn, tel. 0437 721644.
    Rifugio Mario Vazzolèr, m1714, al Col Negro, tel. 0437 660008.
    Rifugio B. Carestiato, m1834, al Col dei Pass, tel. 0437 62949.
    Rifugio Cesare Tomè e Albergo San Sebastiano, al Passo Duràn, m1605, valico stradale tra Zoldo e Agordo. Tel. dell'albergo: 0437 62360.
  • Dislivelli: in salita complessivamente m670 circa; in discesa m1060 circa; sviluppo lineare km18,5 circa.
  • Tempi di marcia: precisati nel testo, per tappe, da rifugio a rifugio.
  • Segnaletica: indicata nel testo, comunque totale lungo tutto il percorso.
  • Equipaggiamento: normale, da montagna.

 

Descrizione dell'itinerario:

Rifugio Coldài - Rifugio Vazzolèr (ore 2,45-3,30)

Raggiunto comodamente il rifugio da Palafavera (oppure, in 2 ore, da Forcella Staulanza, lungo il tracciato dell'Alta Via n.1, o ancora da Alleghe, ore 1,45, usufruendo della seggiovia per i Piani di Pezzè), si ammirerà il panorama verso la bella Val di Zoldo e sul Pelmo.
La tappa, per la sua spettacolarità, è da affrontare con tutta calma: i dislivelli sono relativi, e l'ultimo tratto è in leggera discesa. Segnavia 560.Dal rifugio in breve si giunge alla sovrastante Forcella Coldài, m2191, che spiega alla vista la Marmolada e le prime imponenti torri della cresta nord della Civetta.
Vicinissimo, e lo si raggiunge, il laghetto del Coldài: costeggiandolo, si sale leggermente alla Forcella del Col Negro, m2203, dove appare, nella sua minacciosa potenza, l'intera parete della Civetta! 1200m più in basso si stendono Alleghe col suo lago e l'alta Val del Cordèvole.Si continua per il piacevole sentiero, scendendo un po' e poi recuperando, sino ad arrivare in vista del Rifugio Tissi, posto poco sopra la Forcella del Col Reàn, che si raggiunge in breve.
La visione ravvicinata della grande e famosa parete lascia senza fiato: su queste muraglie, a partire dal 1925, nacque il VI grado, per iniziativa della guida tedesca Solleder; oggi si contano almeno 60 itinerari di arrampicata della massima difficoltà.Alle spalle sorge la Marmolada, vista di profilo, con la parete sud in evidenza. Verso nordovest si allarga il gruppo del Sella e spicca, in Val Badia, il corno del Sass Sòngher. Verso sudovest si notano le Pale di San Martino, dalle quali emerge il testone dell'Agnèr con la sua altissima parete.Dal Rifugio Tissi ci si immette nuovamente sul sentiero 560.
In leggera discesa si toccano i ruderi delle Casere di Col Reàn, m1895, e si prende a risalire verso la selletta di Col di Pelsa, m1954.
Di qui la selvaggia paretona della Civetta, dopo la colossale Cima Su Alto, perde slancio, e si stempera in una irta cresta con innumerevoli torri e guglie: sono i cosiddetti Cantòi (pulpiti) di Pelsa, che terminano con il pilone della Torre Venezia. Continuare per il buon sentiero, ora marcatamente in discesa, passando fra grossi massi, poi fra i mughi, sino alla strada che proviene dalla Casera Favretti, m1827 (pastori, armenti al pascolo). Andare su questa strada verso sinistra, passando sotto l'impressionante Torre Venezia, vista di qui larga e panciuta. Appare la sua gemella, la torre Trieste, nonché l'opprimente Cima della Busazza, che esibisce un'altra parete di 1200 metri.
Una breve risalita porta al bosco dov'è stato eretto lo splendido Rifugio Vazzolèr che offre 75 posti letto ed è aperto durante l'estate. Questa costruzione dall'aria solida sorge in uno dei luoghi più belli delle Dolomiti: base di appoggio favorita dagli arrampicatori, che si potranno ammirare con le loro tute e i sonanti attrezzi da roccia, dispone anche di una rustica 'dépendance', aperta quando l'edificio principale è chiuso. La posizione panoramica del rifugio è tale da giustificare ogni entusiasmo: oltre alle prestigiose cuspidi della Civetta, di fronte, verso sud, si alzano le altissime muraglie del Castello delle Nevere, verso il quale, il giorno dopo, dirigeremo i nostri passi.

 

Rifugio Vazzolèr - Rifugio Carestiato/Passo Duràn (ore 4,30-5).

Dal rifugio si segue la strada d'accesso, segnavia 555, che oltrepassa il gelido Rio dei Cantoni e si porta sotto la gigantesca Torre Trieste.
Con alcune svolte si scende sino al bivio q. 1420 (tabella): andare a sinistra sul sentiero 554, valicando un torrente (ultima acqua disponibile). Per larici, ghiaie, mughi si prende a traversare, in leggera salita, sotto i precipizi del Castello delle Nevere: alle spalle, splendide visioni sul gruppo della Civetta. Con qualche curva nel bosco ci si inerpica alfine sulla Forcella del Col Palanzìn; procedere ancora in piano e su ghiaie, da ultimo salendo leggermente, fino alla Forcella del Col de l'Ors, altro notevole belvedere. Di qui, tramite corde fisse che proteggono un passaggio su cengia, ci si inoltra per pendii detritici, poi su ripidi pascoli, transitando per la vecchia Casera del Camp, e si sale alla Forcella omonima, m1933. Appaiono la bastionata principale della Moiazza, nonché le Dolomiti di Tàmer e Moschesìn.
Scendere dall'altra parte verso sinistra e raggiungere, nel rado bosco l'impluvio della Val Framònt. Continuare sempre sul sentiero n.554, salendo leggermente, ma costantemente, fra massi e baranci. Attraversata la zona detritica delle 'Stamere', si sale infine sul costone del Col dei Pass, su cui sorge il Rifugio Carestiato. Bellissimo panorama! Da questa autentica terrazza si scorgono tutte le Dolomiti meridionali e la conca di Agordo, con la vasta catena delle Pale di San Martino e le Dolomiti di Feltre. Dal rifugio si scende in breve per sentierino alla mulattiera, ampia, che comodamente porta al valico automobilistico del Passo Duràn (sotto il rifugio indicazioni per scendere direttamente ad Agordo, ore 1,30).