I rustici tipici di Sappada

Luogo di villeggiatura estiva tra i più importanti del Cadore, Sappada (m. 1217) è anche stazione di sport invernali. Giace disseminata in piccole borgate. Ai margini dell'abitato si estende una bellissima ed ampia conca di pascoli dolcemente ondulati. E' un'isola tedesca colonizzata da agricoltori che vi capitarono per sottrarsi alle angherie dei signori della vicina Silian circa mille anni fa. Questa antica origine teutonica è conservata in alcune vecchie case di architettura locale che presentano interessanti lavori in ferro battuto.

L'origine tedesca di Sappada è provata anche dal dialetto che oggi vi si parla, dai cognomi di numerose famiglie e dalla denominazione di talune borgate (Pill, Bach, Muhlbach, Hoffe, Cratten, Eccke, ecc.).

Tra alberghi, pensioni, negozi e case di recente costruzione, tra Bach e Muhlbach, si notano piccoli agglomerati di aspetto più antico e, a sinistra, una Via Crucis con curiose cappellette.

Uno dei problemi fondamentali connessi all'architettura rurale delle Dolomiti venete riguarda l'origine delle tipologie costruttive delle antiche strutture rurali. La vasta presenza nelle valli dolomitiche, della tecnica a "Block-Bau" (a castello) è retaggio di una cultura materiale di derivazione germanica o è prodotto autoctono?

Il caso di Sappada sembra confermare la prima ipotesi. A Sappada infatti è presente un tipo edilizio ligneo che compare, pressoché uguale, nell'alto bacino della Drava, presunta sede di origine dei coloni sappadini.

La tecnica "a castello" sviluppa cellule di pianta quadrata e concede minime variazioni di dimensione a causa della lunghezza standard dei tronchi da squadrare, fissata fin dal taglio del legname nei boschi e dipende da ragioni culturali e territoriali.

A Sappada, autentico esempio di trasmigrazione, si trovano case contadine caratterizzate da una pianta ad androne laterale passante che disimpegna due cellule abitative sul fronte e nel tipo più evoluto, due sul retro. Le piante di case rurali oggetto di rilievi non sono molte, tuttavia lo schema distributivo di base è chiarissimo: atrio laterale che disimpegna sul davanti due cellule abitative contigue, la "stua" (Kostebe) e la cucina (Kuchel); disegno di pianta che si ripete identico al livello superiore delle camere da letto (Komern), accessibili per scala interna collocata nell'atrio. Questa pianta prototipo, ascrivibile in un rettangolo (quasi quadrato) di 10 per 9 metri, poteva subire talune variazioni dovute alla trasformazione della casa da monofamiliare a bifamiliare.

La struttura insediativa del paese, di disegno elementare, è costituita da una successione regolare di aggregati minimi: dei 14 nuclei esistenti su un unico percorso a mezzacosta in destra Piave, solo due prevalgono, Granvilla con la Parrocchiale e Cima Sappada, l'aggregato a ridosso del valico per la Carnia.

Nel complesso si può affermare che Sappada come "isola" etnico-linguistica tedesca, ritrova riscontro fisico nella sua architettura rurale di chiaro stampo tedesco-pusterese.

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