La primula contro l'infiammazione delle vie bronchiali

Il mondo delle piante si serve di ogni mezzo per portare a termine il suo fine ultimo che è la conservazione delle specie attraverso la formazione del seme. Questa avviene per fecondazione dell'ovulo da parte del polline, ma la natura si prende altresì cura che ciò avvenga nel migliore dei modi e cioè attraverso l'incrocio tra individui diversi, senza dunque il rischio di una sorta di "consanguineità".

E' veramente sorprendente infatti come la primula tenti di difendersi dall'auto-impollinazione e riesca così a difendere e conservare al meglio la sua specie. Il sistema è curioso e quanto mai complicato: esistono infatti due tipi di fiori di primula apparentemente identici ma morfologicamente diversi. Alcuni fiori hanno il pistillo corto e gli stami sopra di esso enormemente sviluppati in modo da non far entrare il polline nell'ovario, altri invece hanno il pistillo così lungo, fino quasi al limite della corolla dei petali, cosicché gli stami sottostanti (di sviluppo normale) non possono versare il loro polline nell'ovario.

Tutto questo fa sì che in primavera inoltrata i prati delle zone montane e submontane si riempiano di fiori di primula dal colore giallo intenso.

Proprietà medicinali e curative della primula

"Primula veris dicitur a primo vere... ", scriveva Joseph P. de Tournefort nel XVII secolo a proposito della primula proprio perché è una delle prime piante a fiorire in modo così esteso al punto di essere ritenuta un segno del ritorno della primavera. Chi si occupò con impegno dei suoi aspetti medicamentosi fu l'abbadessa benedettina Ildegarda di Bingen (secolo XII) che dedicò la sua vita prevalentemente allo studio e alla pratica della medicina, una medicina ispirata da concetti fondamentalmente galenico-ippocratici, basati sui gradi degli umori e delle qualità degli elementi, e applicata attraverso rimedi estremamente semplici fatti con le erbe. Il tutto fu raccolto in un'opera intitolata Liber simplicia medicinae dove l'autrice espone le sue conoscenze che dice di aver ricevuto direttamente dalla Vergine Maria. Ebbene, Ildegarda definì la primula herba paralisis, ritenendola un rimedio infallibile contro questi "accidenti" e la raccomandò come toccasana contro la melanconia.

Oltre che ai melanconici, si pensò più tardi che la pianta servisse soprattutto ai cardiopatici, tanto che il medico Andrea Mattioli, nel XVI secolo andava dicendo: « ...la pianta si dà utilmente a bere nelle debolezze del cuore ... imperocché, dicono i moderni, conforta e fortifica mirabilmente il cuore».

L'azione che si riconosce oggi alla primula, specie alla sua radice, è quella espettorante e secretolitica grazie a una sostanza di natura saponinica contenuta in tutte le sue parti; probabilmente questa sostanza manifesta in qualche modo un'azione cardiovascolare (vista la sua struttura chimica abbastanza vicina a quella dei farmaci cardiocinetici), ma questo è ancora tutto da dimostrare.

Per il momento rimane l'uso popolare consolidato, specie nel nord Europa, che è quello di adoperare la primula quale coadiuvante nella terapia delle complicazioni bronchiali.

La radice, e in misura minore i fiori e le foglie di primula contengono, come si è detto, delle saponine a struttura triterpenica e un glucoside di nome primaverina che per azione enzimatica si scinde in un disaccaride di nome primaverosio (glucosio + xilosio) e in un etere dell'acido metilresorcilico.

Questi principi attivi fanno sì che la primula eserciti un'azione pressoché identica ai comuni espettoranti: ad un'azione secretolitica riflessa, sicuramente da attribuire all'effetto irritante svolto dalle saponine sulla mucosa bronchiale, è da aggiungere un'azione antisettica esercitata dai derivati della resorcina.

Questa è la ragione per cui la primula viene frequentemente usata come espettorante nelle forme infiammatorie delle vie bronchiali.

Come utilizzare la primula

SPECIE ESPETTORANTE DI PRIMULA COMPOSTA:

  • Primula radice g 40
  • Primula fiori g 20
  • Pino gemme g 20
  • Piantaggine foglie g 20

Un cucchiaio per tazza, bollire un minuto. Una tazza al bisogno, con aggiunta di miele, nelle forme influenzali con affezione dell'albero bronchiale.

SPECIE BECHICA SEDATIVA DI PRIMULA COMPOSTA:

  • Primula fior g 40
  • Rosolaccio fiori g 20
  • Eucalipto foglie g 20
  • Melissa foglie g 20

Un cucchiaio per tazza, infuso. Una tazza al bisogno, con aggiunta di miele, nelle forme influenzali accompagnate da tosse e catarro bronchiale.

MIELITO ESPETTORANTE DI PRIMULA COMPOSTA:

  • Estratto di primula g 10
  • Estratto di rosolaccio g 5
  • Estratto di poligala g 5
  • Estratto di piantaggine g 5
  • Miele di acacia qb g 100

Tre cucchiai al giorno come coadiuvante la terapie delle forme influenzali accompagnate da tosse e catarro bronchiale.

del Dr. Ernesto Riva

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