28.06.2017

Una nuova Alta Via: un progetto di Dolomiti senza Confini

“Dolomiti senza Confini” è un progetto che punta all’unificazione, concatenazione e manutenzione di un lungo elenco di vie ferrate tra le Dolomiti delle province di Bolzano e Belluno. Un ipotetico percorso di più di 100 km pensato per celebrare l’anniversario dei cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale tra le magnifiche montagne della Pusteria, del Comelico e del Cadore.

L’avveniristico progetto è stato approvato e finanziato (per un costo di € 200.000) e tra qualche settimana inizieranno i lavori. La data di scadenza è fissata a meno di un anno, si pensa il 9 giugno 2018.

Protagoniste del programma di lavoro sono per l’appunto le vie ferrate nelle Dolomiti Patrimonio dell’UNESCO, 12 per l’esattezza. Tra gli obbiettivi principali c’è la messa in sicurezza, il controllo e la manutenzione delle vie. In più, molte di esse saranno semplicemente ristrutturate, come quella del Monte Paterno che partendo da Forcella Lavaredo, attraverso la Forcella del Passaporto quella del Camoscio e Cima del Paterno porta alla Forcella di Toblin; via ferrata Torre di Toblin a nord della Forcella omonima che permette di raggiungerne la cima; via ferrata degli Alpini 1915/1918 che collega il Passo Fiscalino con la Forcella Collerena; strada degli Alpini che collega la Cresta Zsigmondy con il Passo della Sentinella passando per Forcella Undici; via ferrata Costoni di Croda Rossa che collega i Prati di Croda Rossa con la cima della Croda Rossa di Sesto; via ferrata Zandonella che collega il vallon Popera con la cima della Croda Rossa di Sesto; via ferrata del Monte Cavallino e via ferrata D'Ambros sulla cresta della Pitturina. Altre invece saranno realizzate ex novo: via ferrata Roghel che collega il vallon Popera con Ciadin de Stalata passando per i campanili del Popera; via ferrata Cengia Gabriella che collega Ciadin de Stalata con l'alta Val Giralba, via ferrata a sud della Croda dei Toni che collega Forcella Maria con Forcella dell'Agnello e la via ferrata Est detta del Camoscio.

Con la sistemazione dei percorsi di alta montagna si vuole creare una nuova e unica Alta Via in ricordo della Grande Guerra. Un ruolo fondamentale lo giocheranno i soggetti che saranno coinvolti: amministratori locali, gestori di rifugi, guide alpine italiane e austriache (Alpenverein Osterreich) e il soccorso alpino. Soprattutto i rifugi ricopriranno il ruolo di “sentinelle” partecipando alle spese di gestione. Tra i molti ci sono: Berti, Auronzo, Carducci, Lavaredo, Lunelli, Coltrondo e Rinfreddo (nell’Alto Bellunese), Comici-Zsigmondy, Fondo Valle, Pian di Cengia, Prati di Croda Rossa, Locatelli, Rudi, Nemes (in Pusteria), Fillmoore, Obstanzerseehutte e il Porzehutte (in Osttirol).

Dolomiti senza Confini” consentirà quindi di unire fisicamente e in parte idealmente delle importanti località turistiche, che più di un secolo fa sono state teatro di una delle battaglie più cruente di sempre. Si avrà perciò un’occasione unica per immergersi nella storia delle guerra vissuta sulle Dolomiti. Si potranno visitare trincee, gallerie, resti di fortificazioni e postazioni di combattimento scavate nella roccia.

La creazione di una nuova Alta Via delle Dolomiti comporterà un’intensa attività di promozione per lo sviluppo del turismo in destinazioni coinvolte, tanto quando importante sarà creare una comunicazione e stretta collaborazione tutti i numerosi soggetti.

Finanziatori del progetto di “Dolomiti senza Confini” si trovano il Gal Alto Bellunese, l’associazione turistica di Sesto, la Provincia di Belluno e l’Alpeverein austriaco.

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