23.04.2020

Dolomiti di Braies: scoperto un raro rettile fossile

Al centro dell’interesse della comunità scientifica sono le Dolomiti di Braies, nella zona delle Tre Cime/3 Zinnen in Alta Pusteria. Recentemente è avvenuta una nuova scoperta paleontologica, che ha portato alla luce rari resti di scheletro incompleto e fossilizzato di un giovane individuo di Eusaurophargis dalsassoi, un piccolo rettile terrestre risalente a circa 245 milioni di anni fa.

Le Dolomiti sono famose sicuramente per la loro bellezza del paesaggio, ma soprattutto per la conformazione geologica. Molte rocce sono ricche di fossili, specialmente di animali marini come bivalvi e ammoniti. Quindi diventano particolarmente rari i ritrovamenti di fossili di piante ed animali terrestri, specialmente di rettili.

Il rinvenimento è avvenuto qualche anno fa sul Piz da Peres nelle Dolomiti UNESCO della zona attorno a Braies, in Alto Adige.
L’animale era tozzo, non superava i 50 centimetri, mangiava sia carne che piante e sul dorso e lungo i lati del corpo erano presenti delle piastre ossee; da adulto poteva raggiungere il mezzo metro di lunghezza e la sua dentatura fa pensare ad una dieta onnivora.

Ha prenderne in esame i resti e pubblicarne i risultati sulla Rivista Italiana di Paleontologia e Stratigrafia RIPS è stato un gruppo di studiosi: Silvio Renesto dell’Università degli studi dell’Insubria (Varese), Evelyn Kustatscher del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e Piero Gianolla del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università degli studi di Ferrara.
Si tratta del secondo scheletro di rettile terrestre del Triassico finora rinvenuto nelle Dolomiti – osserva Kustatscher – ma ci fa anche capire che probabilmente esistono tanti altri resti che devono ancora essere scoperti”.

Altre notizie di questa specie vengono da ritrovamenti avvenuti a Monte San Giorgio tra il Canton Ticino in Svizzera e la provincia di Varese e in Olanda. Un esemplare giovanile completo proviene invece dalla Formazione di Prosanto, vicino Davos in Svizzera; quest’ultimo rettile ha le stesse dimensioni di quello rinvenuto a Braies.

L’importanza scientifica della scoperta è notevole – spiega Silvio Renesto – perché amplia le conoscenze sulla diversità dei rettili terrestri vissuti nell’area delle Dolomiti e perché testimonia una notevole affinità fra le faune che all’epoca vivevano sulle terre emerse attorno ai bacini Italo-Svizzeri e le piccole isole presenti nell’area delle Dolomiti”.

La scoperta del rettile fossile è quindi molto importante per definire ulteriormente alcuni dettagli della storia delle Dolomiti UNESCO e, – come aggiunge Piero Gianolla, geologo e consulente per la Fondazione Dolomiti UNESCO – “Evidenzia, ancora una volta, quanto sia meritato il loro inserimento nell’elenco dei siti naturali più importanti del mondo”.

Questa magnifica e importante scoperta paleontologica farà parte dell’esposizione dedicata alla geologia delle Dolomiti della mostra permanente del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.

Scopri di più sulla località di Braies, nella zona delle Tre Cime/3 Zinnen in Alta Pusteria

Naturmuseum Südtirol / Museo Scienze Naturali Alto Adige
Via Bottai 1, 39100 Bolzano, Italia

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