Punto di partenza, nonché luogo di piacevole soggiorno è Forni di Sopra, paese turistico della Carnia a circa 900 m di altitudine. Si trova alle porte settentrionali del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane ed ha conservato nell'architettura l'attento uso del legno e pietra, regalando al visitatore stupendi angoli. Per i buongustai, due volte l'anno, a giugno e a settembre, vengono organizzate gustose rassegne gastronomiche dedicate alle erbe di primavera ed ai funghi, ma non mancano mai piatti appetitosi della cucina carnica quali polenta e frico.
Da Forni di Sopra si può raggiungere la vicina Austria oppure le Dolomiti venete, verso il Cadore passando per il Passo della Mauria; proprio questo sarà il nostro itinerario.
Da Forni, seguendo la s.s. 52 in cui la pendenza si fa sentire, si giunge al Passo della Mauria (1295 m.) che immette in Cadore. L'orizzonte abbraccia sia la valle del Piave, che quella friulana del Tagliamento dove si colgono scorci stupendi delle Marmarole e dell'Antelao. La discesa dal Passo, ricca di tornanti e ben asfaltata, conduce a Lorenzago (883 m) famoso per aver ospitato più volte il Papa.
Da Lorenzago, si prosegue per Cima Gogna in direzione Auronzo di
Cadore dove il bacino artificiale immerso nel verde invita a una sosta.
La strada prosegue più rettilinea nella Valle dell'Ansiei, oltrepassando
Palus, fino al bivio di Dogana Vecchia: merita a questo punto, con un
paio di chilometri, raggiungere il lago di Misurina, circondato da
boschi di conifere e nelle cui acque si specchiano le mitiche Tre
Cime di Lavaredo.
Ritornati al bivio si prosegue fino a Cortina
d'Ampezzo, dopo aver superato quota 1805 del Passo Tre Croci che
collega le valli di Misurina e del Boite, ammirando il monte Cristallo
a destra e il Sorapis a sinistra.
La "Regina delle
Dolomiti", una delle località montane più celebri del mondo, è adagiata
nella conca ampezzana, in un anfiteatro naturale e attorniata dai gruppi
più belli delle Dolomiti orientali; vale la pena di fare una breve
passeggiata nel centro della mondanità.
Usciti da Cortina si sale lungo la Valle del Boite tra due
colossi dolomitici: le Tofane a sinistra e il Pomagagnon a
destra. Allo sbocco di Val Travenanzes e di Val di Fanes
la strada, scorrevole e con poche curve impegnative, piega bruscamente
verso destra, aggirando la collina di Podestagno, salendo quindi a
Cimabanche, il punto più elevato fra Cortina e Dobbiaco, per scendere
poi verso Carbonin. Si prosegue verso settentrione lungo la Valle di
Landro, lasciandosi alle spalle il magnifico massiccio del Monte
Cristallo. Poco oltre Carbonin la strada costeggia il piccolo
gioiello costituito dal lago di Landro, circondato da boschi di
conifere. Oltrepassato il lago, si apre sulla destra un fantastico
scorcio sulle pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo, visione
indimenticabile, specie al tramonto. Lasciato sulla sinistra il bel lago
di Dobbiaco, la strada, in leggera discesa, raggiunge Dobbiaco/Toblach
nell'Alta Val Pusteria in Alto Adige.
Dobbiaco/Toblach è un caratteristico paese con stradine ricche di storia
e tradizioni, negozi di loden e abbigliamento che richiamano turisti di
ogni zona e ristoranti con soffitti a cassettoni e stufe in maiolica
dove si può gustare l'ottima cucina tipica e genuina.
Usciti da Dobbiaco, proseguendo sulla statale 49 in direzione del
confine italo-austriaco, in leggera discesa, dopo pochi chilometri si
raggiunge San Candido/Innichen, importante stazione di
villeggiatura estiva e di sport invernali con le sue eleganti
costruzioni e chiese. Da vedere la Collegiata dei Santi Candido e
Corbiniano, il più interessante monumento romanico dell'Alto Adige.
Lasciata
San Candido, imboccando la s.s. 52 carnica, ci si dirige a sud-est
verso Sesto/Sexten nell'omonima valle, pittoresco villaggio ai
piedi del Monte Elmo, nonché base per escursioni e ascensioni
alpinistiche, che riserva una bella vista sulle colossali strutture
della Croda Rossa, della Croda dei Tòni, della Cima
Undici, Cima Dodici e dei Tre Scarpèri.
Dopo Moso si sale tra i boschi fino al Passo di Monte Croce Comelico,
superato il quale si scende nel Comelico, rientrando nuovamente
nel Veneto e in provincia di Belluno. Il passo è quindi anche confine
linguistico e culturale. Sulla destra si erge il formidabile nodo di Cima
Undici, mentre di fronte si apre la Val Padola. Il verde Comèlico è
caratterizzato da lindi paesetti e tanti tabià in legno e, attraverso
boschi e prati bellissimi, si scende toccando vari villaggi fino a Santo
Stefano di Cadore. Si prosegue verso Campolongo, lungo il Piave,
ritrovando la tipica atmosfera tirolese a Sappada, m 1250, un
nucleo di tante case allungate, antichi borghi, dove la gente parla un
dialetto carinziano. Sappada è un buon centro per lo sci da fondo, e le
escursioni estive hanno il loro coronamento sotto le lisce pareti del Peralba,
la candida dolomite dove nasce il Piave.
Superato il Passo Cima Sappada si arriva in Carnia,
toccando le località di villeggiatura di Forni Avoltri, Comeglians, fino
a Villa Santina, per fare rientro a Forni di Sopra, passando per
Ampezzo e Forni di Sotto.
Ad Ampezzo, una possibile deviazione
porta a Sauris, caratteristico paese con abitazioni tipiche in legno e
pietra, ad assaggiare il famoso prosciutto. Si giunge risalendo la
profonda gola della Val Lumiei attraverso un ponte alto 150 m.